Un delinquente bullizzato 

(una novella)

© 2019 Maria Luisa Dell'Aversana

Percy non avrebbe desiderato altro se non fuggire via. Via dai problemi, da questa vita, dal martirio che era costretto a patire ogni giorno per mano di Aaron Brouwer e della sua gang. Dopo tre anni di supplizi, era stanco di essere il loro bersaglio.

L'istituto scolastico che frequentava, a Maastricht, era pieno di "soggetti fragili" come lui: studenti sensibili, con un vissuto difficile alle spalle, e che quindi sarebbe stato opportuno trattare con delicatezza. Per sua solita sfortuna, da quando lui e la madre si erano trasferiti da soli in città, la scuola non aveva alzato un dito per aiutarlo; né ad ambientarsi, né contro i soprusi dei famigerati "ragazzi popolari". Normalmente i bulli si accanivano sui ragazzini più piccoli, ma Percy il diciassettenne era ancora una delle loro vittime preferite, a quanto pare.

Eppure, forse un motivo lo avevano: del resto, non capita spesso nella vita di frequentare gli stessi corsi di uno studente affetto da eterocromia iridea.

Gli occhi di Percy erano di due colori diversi, uno verde come lo smeraldo, l’altro bruno con l'ambra; era nato così, con gli occhi totalmente "spaiati", una caratteristica talmente rara negli esseri umani che il suo tipo di eterocromia capitava quasi solo agli animali. Forse per questo lo bullizzavano: perché, più che un essere umano, sembrava un cagnolino bastonato che sapeva soltanto soffrire senza lamentarsi.

Questa storia sarebbe finita lì, però. Con l'inizio del nuovo anno scolastico sarebbe subentrata la nuova personalità di Percy, accompagnata da un soprannome che non avrebbe permesso più a nessuno di mettergli i piedi in testa: Derek Stoeremaan.

Assieme a un paio dei suoi compagni di corso (quel tipo di ragazzi sempre disposti a fare un po' di confusione per ravvivare la giornata), creò una gang di delinquenti capeggiata da lui e iniziò a girare per la scuola sfoggiando la stessa aria da sbruffone dei suoi persecutori. Gli studenti più giovani e ingenui ci cascarono subito, e Percy si crogiolò nella sua gloria finché ne ebbe modo: sembrava che avesse finalmente ricevuto il riscatto che tanto aspettava.

Ma non aveva fatto altro che forgiarsi una maschera, e le maschere, se non saldate bene, si possono strappar via facilmente.

I ragazzi popolari sapevano che stava solo cercando di intimorirli, e, per tutta risposta, lo presero ancor più di mira. Inutile chiedere aiuto ai suoi amici della banda: la farsa dei delinquenti era stata solo un gioco per divertirsi, non volevano avere niente a che fare con i suoi problemi. Nei mesi successivi, Percy non conobbe un giorno in cui non lo insultassero, lo picchiassero, lo gettassero nei cassonetti, lo spingessero a odiare la vita come non gli era mai capitato prima d'ora.

Ad un certo punto, avrebbe solo voluto farla finita.

Ma a volte, i piccoli miracoli si verificano proprio quando si sente di aver toccato il fondo. Un incontro fortuito, un'anima affine alla propria, il nome di una persona apparentemente insignificante possono essere la chiave per cambiare il destino di uno sventurato.

E quel nome, per Percy, era Ainley Jansen.

[COMING SOON]

[La novella completa è in fase di revisione. Quando sarà pronta, allegherò qui il file PDF con tutta la storia, dall'inizio alla fine.]

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